La spermidina: un nuovo candidato per il trattamento delle miopatie da carenza di COL6!

(Progetto GGP19229, finanziato dalla Fondazione Telethon; responsabile: Prof. Paolo Bonaldo, Università di Padova)

0
141
Samuele Detti

Silvia Castagnaro, senior e postdoc del lab. Bonaldo: “Da anni il nostro gruppo di ricerca studia le distrofie muscolari umane causate da carenza di collagene VI (COL6), tra cui la distrofia congenita di Ullrich (UD) e la miopatia di Bethlem (BM). Dopo aver generato il modello murino privo di COL6, che mima i sintomi di queste patologie, abbiamo contribuito alla comprensione dei meccanismi patologici scatenanti ed alla ricerca sempre più articolata di potenziali terapie in grado di migliorare i difetti mostrati da questo topo modello e dai pazienti UD e BM. Ora, ci proponiamo di valutare le potenzialità di una molecola naturale che si chiama spermidina, solubile in acqua e già presente in molti cibi che assumiamo, che è in grado di indurre una risposta cellulare detta autofagia. L’autofagia rappresenta la “centrale di smaltimento rifiuti” della cellula. Se non funziona bene, i rifiuti si accumulano e creano danni. Proprio l’autofagia è alterata nel topo modello e nei pazienti COL6, e la sua riattivazione risulta benefica e migliora lo stato del muscolo ammalato.
Il nostro progetto preclinico, che ha recentemente ottenuto un finanziamento biennale dalla Fondazione Telethon, mira a testare l’efficacia della spermidina in cellule derivate da pazienti UD e BM e nei topi privi di COL6. In particolare: (a) identificheremo al meglio i difetti di autofagia nelle cellule umane con deficit di COL6, ottenute da pelle e da muscolo; (b) forniremo la spermidina ai topi nell’acqua da bere, per testare la sua capacità di recuperare il calo di forza osservato in assenza di COL6; (c) indagheremo quali parametri biologici sono misurabili nel sangue e nelle cellule ottenute sia da questi animali, sia dai pazienti UD e BM, in risposta ai trattamenti con la spermidina.
I risultati di questo studio porranno le basi necessarie per poter progettare nuovi trial clinici a favore dei pazienti con carenza di COL6, che prevedano l’utilizzo di un nutraceutico facilmente assumibile e potenzialmente privo di effetti collaterali sgraditi. Inoltre, al fine di aumentare il benessere dei pazienti, cercheremo di individuare nuovi strumenti per il monitoraggio delle risposte terapeutiche che riducano il ricorso ad interventi invasivi quali i prelievi di biopsie muscolari (ad esempio, tramite analisi del sangue o piccoli prelievi di pelle).”

Samuele Metti, studente di Dottorato presso il Laboratorio del Prof. Paolo Bonaldo, Laureato in Biologia Molecolare (Università di Padova): “Durante il tirocinio di laurea magistrale che ho svolto presso il laboratorio del Prof. Paolo Bonaldo ho somministrato ai topi knockout per il Collagene VI lo Pterostilbene, un polifenolo naturale ad alto potenziale nutraceutico (come la poliammina Spermidina, che è al centro del nuovo progetto finanziato dalla Fondazione Telethon). Questo topo rappresenta da 20 anni un eccellente modello per lo studio delle miopatie da deficit di Collagene VI e quindi è protagonista indispensabile negli studi preclinici.
L’obiettivo del mio progetto è stato quello di determinare se lo Pterostilebene avesse una attività pro-autofagica nel muscolo scheletrico. I dati che ho ottenuto sono molto incoraggianti in quanto, monitorando specifici marcatori molecolari, sono riuscito a dimostrare come questa molecola sia in grado di modulare positivamente il flusso autofagico in un contesto patologico contraddistinto invece da un forte deficit di autofagia.
Durante questi 8 mesi di borsa di studio, fra la laurea ed il mio avvio nel percorso di dottorato, mi sono concentrato sui meccanismi molecolari attivati dallo Pterostilbene che stanno a monte dell’induzione autofagica, sfruttando sia il modello murino che studi in colture cellulari. Il prossimo step sarà quello di determinare se questo recupero del “fenotipo molecolare” sia in grado di portare anche ad un miglioramento del “fenotipo funzionale” soprattutto in termini di forza muscolare, e sarà questa la vera sfida. Questo mio periodo di borsa di studio è stato finanziato in parte dall’Associazione Collagene VI Italia ONLUS grazie alla generosità dei loro soci e sostenitori, e questo, per me, è un motivo di orgoglio, ma anche, e soprattutto, uno stimolo ad impegnarmi al massimo nel lavoro quotidiano con la speranza di poter contribuire concretamente anch’io nel campo delle malattie rare.”